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XXXV EDIZIONE FESTIVAL DEI POPOLI 2018

8 luglio 2018 - Eventi
XXXV EDIZIONE FESTIVAL DEI POPOLI 2018

ESSERE POPOLO NELL’IMPERO GLOBALIZZATO

8-15 luglio 2018

DOMENICA 8 luglio CACCIA ALLA LUCE

spettacolo teatrale ispirato alla parabola del “Figliol prodigo”

Interpreti: Fabio Benetto, Andrea Buttazzi

Regia, coreografie e costumi di Thierry Parmentier

con la partecipazione dei detenuti del “Lembo del mantello” e del progetto Jonathan di Vicenza

LUNEDÌ 9 luglio FRAMMENTI DI VITE CONDIVISE
Spettacolo teatrale di e con Norberto Presta
MARTEDÌ 10 luglio SIRIA, TRA GUERRA E DIASPORA

conversazione con Asmae Dachan, giornalista e scrittrice italo-siriana

MERCOLEDÌ 11 luglio BINXÊT – SOTTO IL CONFINE (Italia, 2017)

Proiezione film documentario con la presenza dell’autore Luigi D’Alife

È la storia delle famiglie che vivono nei villaggi del Kurdistan lungo i 911 Km di frontiera tra Turchia e Siria, schiacciate tra le violenze dell’esercito turco e dello stato islamico

GIOVEDÌ 12 luglio UN MONDO DI SCHIAVI.

TRATTA E NUOVE SCHIAVITÙ NEL XXI SECOLO

conversazione con Anna Pozzi, giornalista e scrittrice

VENERDÌ 13 luglio PIU’ COSE IN CIELO E IN TERRA, educare alla cittadinanza cosmica

conversazione con Raffaele Mantegazza docente di Scienze Umane e Pedagogiche – Università di Milano-Bicocca

SABATO 14 luglio DAL MEDITERRANEO AL MEDIO ORIENTE

Concerto musicale del gruppo Safar Mazì

DOMENICA 15 luglio ESSERE POPOLO NELL’IMPERO GLOBALIZZATO

Conversazione con Gianni Tognoni

Segretario Generale del Tribunale Permanente dei Popoli

 

Nessun individuo, può vantare

per origine, sovra una porzione della Terra,

diritti maggiori di un altro

ed essendo la Terra sferica,

per la pace perpetua, alla fine,

gli uomini devono tollerarsi reciprocamente.

(Immanuel Kant)

Trentacinque anni fa la percezione del mondo era assai diversa: ci appariva un mondo cristallizzato in forma tripartita. Il primo mondo raggruppava i Paesi “occidentali” – definizione che si riferiva più alla collocazione politica che a quella geografica, a sua volta relativa data la sfericità terrestre! – democratici e ad economia capitalistica; il secondo mondo riferito ai Paesi ad economia “pianificata” di ispirazione comunista. I due blocchi, detti Est ed Ovest, controllavano il cosiddetto Terzo mondo: il Sud del mondo, de-colonizzato, composto da Paesi eufemisticamente dichiarati in via si sviluppo (PVS), assoggettati attraverso un vincolo di dipendenza economica di stampo neo-coloniale, che garantiva agli ex colonizzatori materie prime e lavoro a basso prezzo nonché la possibilità di provocare danni alla salute umana e all’ambiente senza troppi fastidi.

Era un ordine mondiale – che si reggeva sulla minaccia nucleare – nel quale ogni Paese era rigorosamente inscritto dentro confini certi e che sembrava immutabile nonostante i fermenti  che agitavano i Popoli in cerca di autonomia.

Quell’anno, il Festival dei Popoli titolava: “Essere Popolo ai confini degli Imperi”.

Oggi quell’ordine che teneva irrigiditi i rapporti tra Paesi, si è frantumato.

Il crollo dell’Urss e le nuove tecnologie hanno favorito la globalizzazione del sistema capitalistico e ci hanno portato rapidamente in un altro mondo: un mondo nel quale i confini si abbattono se ostacolano il flusso di merci, finanza e anche di uomini, di quelli “utili”; ma dove si alzano muri per ostacolare il cammino degli uomini indesiderabili/indesiderati.

I muri possono sorgere ovunque: lungo i confini o dentro; nelle città, anche nei deserti, o tra le terre della sussistenza: oggetto ormai anch’esse del mercato mondiale che impronta l’Impero gestito dai net-work e teatro di conflitti e guerre senza “patrie”.

 

 

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